segno del 18 dicembre 2010
segno del 18 dicembre 2010
venerdì 17 ottobre 2014
Poesia "SPERANZA" di Giancarlo Bordignon
Giancarlo Bordignon
per averci regalato questa stupenda poesia in onore di Maria Stella della Speranza.GRAZIE!
Speranza!
pane quotidiano alla vita dell'uomo
sostegno presente che viene da un
"passato di fiducia",
in un avvenire
sempre migliore meno travagliato; ma quanto fragile è questa "VIRTU'del BEN SENTIRE"!
allor che
sfortuna disgrazie inconvenienti
contrattempi,
sembrano convenire
questo uomo
che da sè, e solo, imporsi si trova.....
.....per sopravvivere!
E la morte ( suicidio talor)
diventano, come "invocazione di fine"
d'una "vita disperata".......
ma, tu che mi leggi, ben sai che,
quell'unico"PADRE ETERNO",
"SIGNORE ONNIPOTENTE",
una "speranza infallibile"ci diede:
una STELLA (COMETA SICURA), che
tutti, tutti, ci porta anzi ci guida!
per mari tempestosi ad un
PORTO di
ogni pace, di ogni bene, di ogni conforto:
proprio come una mamma! Che,
il "figlio disorientato"
per mano conducesse:
Maria Santissima (sua, tua madre)
.... con il Suo Cuore Immacolato.
Giancarlo Bordignon
mercoledì 15 ottobre 2014
Mercoledì, 15 ottobre 2014
Durante questo tempo abbiamo parlato della Chiesa, della nostra santa madre Chiesa gerarchica, il popolo di Dio in cammino. Oggi vogliamo domandarci: alla fine, che cosa sarà del popolo di Dio? Che cosa sarà di ciascuno di noi? Che cosa dobbiamo attenderci? L’apostolo Paolo rincuorava i cristiani della comunità di Tessalonica, che si ponevano queste stesse domande, e dopo la sua argomentazione dicevano queste parole che sono tra le più belle del Nuovo Testamento: «E così per sempre saremo con il Signore!» (1Ts 4,17). Sono parole semplici, ma con una densità di speranza tanto grande! È emblematico come nel libro dell’Apocalisse Giovanni, riprendendo l’intuizione dei Profeti, descriva la dimensione ultima, definitiva, nei termini della «Gerusalemme nuova, che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo» (Ap 21,2). Ecco quello che ci attende! Ed ecco, allora, chi è la Chiesa: è il popolo di Dio che segue il Signore Gesù e che si prepara giorno dopo giorno all’incontro con lui, come una sposa con il suo sposo. E non è solo un modo di dire: saranno delle vere e proprie nozze! Sì, perché Cristo, facendosi uomo come noi e facendo di tutti noi una cosa sola con lui, con la sua morte e la sua risurrezione, ci ha davvero sposato e ha fatto di noi come popolo la sua sposa. E questo non è altro che il compimento del disegno di comunione e di amore tessuto da Dio nel corso di tutta la storia, la storia del popolo di Dio e anche la storia propria di ognuno di noi. E’ il Signore che porta avanti questo.
C’è un altro elemento, però, che ci conforta ulteriormente e che ci apre il cuore: Giovanni ci dice che nella Chiesa, sposa di Cristo, si rende visibile la «Gerusalemme nuova». Questo significa che la Chiesa, oltre che sposa, è chiamata a diventare città, simbolo per eccellenza della convivenza e della relazionalità umana. Che bello, allora, poter già contemplare, secondo un’altra immagine quanto mai suggestiva dell’Apocalisse, tutte le genti e tutti i popoli radunati insieme in questa città, come in una tenda, «la tenda di Dio» (cfr Ap 21,3)! E in questa cornice gloriosa non ci saranno più isolamenti, prevaricazioni e distinzioni di alcun genere — di natura sociale, etnica o religiosa — ma saremo tutti una cosa sola in Cristo.
Al cospetto di questo scenario inaudito e meraviglioso, il nostro cuore non può non sentirsi confermato in modo forte nella speranza. Vedete, la speranza cristiana non è semplicemente un desiderio, un auspicio, non è ottimismo: per un cristiano, la speranza è attesa, attesa fervente, appassionata del compimento ultimo e definitivo di un mistero, il mistero dell’amore di Dio, nel quale siamo rinati e già viviamo. Ed è attesa di qualcuno che sta per arrivare: è il Cristo Signore che si fa sempre più vicino a noi, giorno dopo giorno, e che viene a introdurci finalmente nella pienezza della sua comunione e della sua pace. La Chiesa ha allora il compito di mantenere accesa e ben visibile la lampada della speranza, perché possa continuare a risplendere come segno sicuro di salvezza e possa illuminare a tutta l’umanità il sentiero che porta all’incontro con il volto misericordioso di Dio.
Cari fratelli e sorelle, ecco allora che cosa aspettiamo: che Gesù ritorni! La Chiesa sposa aspetta il suo sposo! Dobbiamo chiederci però, con molta sincerità: siamo davvero testimoni luminosi e credibili di questa attesa, di questa speranza? Le nostre comunità vivono ancora nel segno della presenza del Signore Gesù e nell’attesa calorosa della sua venuta, oppure appaiono stanche, intorpidìte, sotto il peso della fatica e della rassegnazione? Corriamo anche noi il rischio di esaurire l’olio della fede, e l’olio della gioia? Stiamo attenti!
Invochiamo la Vergine Maria, madre della speranza e regina del cielo, perché ci mantenga sempre in un atteggiamento di ascolto e di attesa, così da poter essere già ora permeati dell’amore di Cristo e aver parte un giorno alla gioia senza fine, nella piena comunione di Dio e non dimenticatevi, mai dimenticare: «E così per sempre saremo con il Signore!» (1Ts 4,17).
martedì 16 settembre 2014
mercoledì 3 settembre 2014
Benedizione Statua "Maria Stella della Speranza"
sabato 24 maggio 2014
3 Stazione Gesù cade per la prima volta.
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal libro del profeta Isaia. 53, 4-8
Diario:
O Maria ti prego dammi la forza. Sto andando a fare la prima chemio e non oso chiedere a Dio di allontanare questo calice. Io so cosa mi aspetta e il terrore mi passa e trapassa ogni parte del corpo. Non riesco a dire neanche una parola. Sento vicino la disperazione di chi mi ama e mi sta conducendo al macello. E' tutta un'agonia! Penso che il Signore l'unica cosa che non ti dona sia la sofferenza e che la sofferenza quindi è l'unica cosa che viene da noi, in quanto naturalmente "nostra" che possiamo regalare a Gesù Crocifisso in partecipazione alla sua passione. Lo so Signore non è nulla in confronto a quello che hai patito tu, ma se vuoi accetta questo dono.
PREGHIAMO
Ti preghiamo o Madre dei Dolori di chiedere a Dio onnipotente di guardare a l'umanità sfinita per la sua debolezza mortale e fa che riprenda vita per la passione del tuo Figlio Gesù .
Egli vive e regna per i secoli eterni. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli....Amen.
O quam tristis et afflicta
fuit illa benedicta
mater Unigeniti!
2 Stazione Gesù è Caricato della croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 12-16
Diario: quando mi sono presentata dall'oncologo un po' l'idea di quello che mi avrebbe detto c'è l'avevo. Ero consapevole del dolore che mi aspettava, dolore che avevo già dato, e così mi ero anche preparata. Il problema è però che non avevo fatto i conti con la paura. Così al momento di caricarmi di questa croce l'angoscia mi ha assalito quasi a tirarmi indietro. Così l'oncologo mi spiegava che ero anche libera di scegliere di non sottopormi alle terapie non ero obbligata. Ecco qui la libertà!!! Possiamo sempre scegliere, il male o il bene, vivere o morire. Così ho deciso e mi sono rimessa sulle spalle la croce sperando di avere ancora qualcosa da donare.
PREGHIAMO
O Maria , aiutaci a donaci con pieno spirito di carità e di pace perché l'offerta della vita, compiuta da Cristo a salvezza del mondo, si prolunghi nella memoria e nell'amore fraterno dei tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli......Amen.
Cuius animam gementem,
contristatam et dolentem
pertransivit gladius.
1 stazione "Gesù è condannato a morte"
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo..
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco. 15, 10-19
Diario:
Era il 24 dicembre, aspettavo quegli esami convinta che non avrebbero dato una risposta al perché quel nodulo sotto ascella non accennava a sfiammarsi. Ero anche un po scocciata. mammografia ed ecografia. Perché?! nei miei seni neanche l'ombra di un nodulo completamente liberi! insomma pensavo a una perdita di tempo.
Prima fanno la mammografia lui è un strumentista radiologo che mica può dare lui risposta. Poi però mi chiamano dentro per l'ecografia ma questa volta c'è il medico. Alla parete luminosa ci sono già appese le lastre della mammografia che ho appena fatto. E' come la scena di un film quando il protagonista é al centro e la cinepresa gli gira intorno. Sai già che qualcosa sta cambiando. Il cuore batte! I primi sintomi della paura si fanno sentire. Con gentilezza e delicatezza infinita ti fanno salire sul lettino. Loro lo sanno già!! Adesso vogliono solo la conferma. Parte l'esame che si concentra sopratutto nel punto dove c'è quel nodulo che da 9 mesi aveva fatto capolino andando e tornando ogni tanto. Il medico si fa venire il torcicollo a forza di guardare lo schermo dell'ecografo e le lastre della mammografia. Vorrebbe non vedere quello che vede, ma non può! L'esame è finito e mi rivesto. E sono lì ad aspettare la condanna. Io ho capito!Si è vero bisogna fare la biopsia che ci dirà la natura di queste lesioni. Ma noi lo sappiamo già! E così i miei occhi già pieni di lacrime incontrano quelle del medico che non riesce a trattenere le sue. Non riesce a dirmi nulla la sentenza è già stata emessa. Ci abbracciamo e con un sorriso mi consola dicendomi che si può guarire e che dovrò essere forte! Rispondo che la c'è farò..!
Preghiamo:
Maria tu che sei Stella della Speranza rimani accanto ai tuoi figli che subiscano condanna di qualsiasi natura essa sia. Così come sei rimasta accanto al Tuo Gesù nel'ora del'ingiustizia. amen
Padre nostro che sei nei cieli..... Amen.
Stabat Mater dolorosa, iuxta crucem lacrimosa, dum pendebat Filius.
