segno del 18 dicembre 2010

segno del 18 dicembre 2010
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venerdì 1 novembre 2013

La Santità di Maria

Che Maria sia la prima di tutti i Santi non ve dubbio. Ma una riflessione merita la Sua posizione. Si potrebbe pensare che il fatto che Ella sia stata preservata dal peccato originale le abbia dato per così dire una posizione di privilegio in merito alla Santità. Come dire "non essendo macchiata dal peccato originale le è impossibile peccare". Ma non è in questa condizione che si "acquisisce" il titolo di Santo. Di fatto Maria è Santa a prescindere dalla sua Immacolata Concezione, lo è quindi non per il suo status di "privilegiata" ma per la sua condotta di vita soggetta al libero arbitrio. Ella é Santa per la sua testimonianza di fede. Ed è proprio qui il bello! Cioè: possiamo farlo anche noi!
infatti come Maria possiamo aderire con il nostro Sì al progetto che Dio a per noi; come Maria possiamo meditare ciò che ci accade nella quotidianità e metterlo in relazione con gli insegnamenti del Vangelo; come Maria possiamo affidare le nostre sofferenze e preoccupazioni a Dio sapendo che con il nostro atto di affidamento Egli non ci farà mancherà coraggio e pazienza; Come Maria, pregare! Pregare per noi, pregare per gli altri, pregare per tutti; Come Maria, amare! Anche solo un quarto di come Ella ha amato basterebbe.
Potrei andare avanti così all'infinito a fare paragoni ma alla fine sarebbero solo parole scritte.
Dio ci vorrebbe tutti Santi, ma è una questione di scelta. Di libertà! Io scelgo liberamente di amare Dio nostro Signore Gesù Cristo perché aspiro alla santità come desidera il Signore, e mi faccio guidare dalla Santità di Maria.

domenica 20 ottobre 2013

La preghiera di Maria

ascoltando il Vangelo di oggi mi sono immaginata Maria in atteggiamento di preghiera, devo dire però che mi è risultato difficile pensarla in questa condizione. Io Maria me la immagino come una donna attiva con un sacco di cose da fare ma che in ogni cosa che ella faccia o abbia fatto sia all'insegna di un dialogo continuo con Dio. Come quando capita che siamo da soli e ci ritroviamo a parlare per risolvere le nostre faccende ma in realtà li con noi sembra non ci sia nessuno ma soli non siamo. Eppure che soddisfazione dopo queste chiacchierate con noi stessi. Semplicemente perché é con lo Spirito che abbiamo dentro che ci siamo sfogati quello Spirito che é Dio nostro Signore Gesù Cristo. Questa secondo me è la preghiera.É ovvio però che questo dialogo non può avvenire all'insegna del caos. Maria, nel suo tempo è sicuramente stata più fortunata di noi. Le giornata scandite da doveri sì ma senza stress. Agevolata  quindi da quei silenzi che sono indispensabili nel rapporto con Dio. È il vangelo che c'è lo insegna(basti pensare al ritiro nel deserto di Gesù prima del'inizio della sua missione). Ora Maria ci richiama a questo dialogo, che però non è sufficiente che ci limitiamo al consueto Rosario. Bello niente da dire. Importante! Ma non basta. Ci dobbiamo sforzare di comunicare con Dio in modo diverso. La mente mentre facciamo le nostre cose nella quotidianità deve dare un senso a quell'agire. Non bisogna mai stancarsi di essere curiosi del nostro destino affidato a Dio. Ma nella piena libertà di chiederci il perché delle cose e ribadire le nostre ragioni. Alzare la voce e farci sentire perché Dio non può non ascoltare. Maria dunque sempre implora il Figlio intercedendo per noi proprio perché sa che non potrà non essere ascoltata. Sull'esempio di Maria quindi non stanchiamoci mai di pregare perché saremo ascoltati.

lunedì 19 agosto 2013

Il dolore di Maria

In riferimento ai Vangeli mi vengono in mente tre episodi particolari: il primo quando Gesù a dodici anni si allontana da Maria e Giuseppe, e gli stessi lo ritrovano a insegnare nel Tempio così come gli ha indicato il Padre. Mi immagino Maria sconvolta perché non ritrovava Gesù e poi quando lo ha ritrovato dolorosamente realizzare (come dovrebbe fare ogni madre) che quel Figlio non è Suo appartiene a Dio e come ogni figlio a un progetto da realizzare. Il secondo episodio è quello in cui Maria con i "fratelli" raggiungono Gesù che sta predicando alla folla che lo segue e qualcuno vorrebbe farli passare avanti ma Gesù gli dice che nessuno è privilegiato ma tutti coloro che lo ascoltano e lo seguono hanno gli stessi diritti. Pensate Maria che pugno nello stomaco vedersi quasi "rinnegata" ma la Sua sapienza e la Sua grazia le permette di capire, anche se con dolore, che questo Figlio va condiviso e di riflesso anche Gesù già con questo episodio condivide sua Madre. Il terzo episodio è quello della Passione e Morte di Gesù. E' in questo episodio che si realizza il senso pieno del dolore da una parte abbiamo Gesù che sta soffrendo pene attorci nella carne dall'altra la Madre che soffre pene attorci nello Spirito,ella che "unica" a provato la gioia di dare alla luce il Figlio di Dio ora "unica" nell'immenso dolore di consegnarlo alla morte. E il vangelo stesso che c'è lo dice: la Madre e il Figlio non possono essere separati perché la loro unione genera il senso pieno del dolore se noi li dividessimo avremmo da una parte il dolore del Cristo o dall'altra il dolore della Madre ma non avremmo più il dolore totale da cui è scaturita la redenzione del mondo. Ecco perché Maria merita di essere la cooredentrice, Non solo! non dimentichiamo che Maria è creatura e se da creatura Dio le affida questa missione da questo si avvince la Fede che Dio a verso di noi. Questo è un messaggio: Dio ci chiama come Maria a partecipare al Dolore di Cristo perché solo se noi ne condividiamo la croce diamo prima di tutto un senso al dolore del mondo e siamo a nostra volta testimoni della redenzione che passa attraverso al Croce.

lunedì 22 aprile 2013

La Sapienza di Maria

Lo stupore che mi assale quando guardo a Maria e che coinvolge tutta la mia intelligenza è un'emozione che difficilmente si può spiegare. Non ha torto si dice di come Maria a partire dai Vangeli ci conduce sempre a Gesù e come la Sua presenza nella Storia della salvezza sia Cristocentrica.
La Cristocentricità di Maria nasce dalla sua Sapienza che è frutto fin dal principio delle sue virtù più caratteristiche: l'Umiltà e la Carità.
Maria che umilmente si fa serva del Signore e ricolma inoltre di quell'agape puro che le permette più di chiunque altro di conoscere la Carità di Dio e di cogliere quindi l'essenza più pura dell'Amore.
E' nella Carità e nell'umiltà che Maria intelligentemente raccoglie tutto ciò che man mano le accade e di tutto medita. Ha quindi questa capacità di trasformare ciò che umanamente non capisce, in qualcosa che vale la pena di scoprire. Ella s’interroga è continua a dire il suo sì a ogni nuova incognita che a fianco del Figlio incontra. Sapientemente eccola quindi di nuovo come nostra guida. E' chiaro l'itinerario a cui ci invita. Come Lei siamo chiamati senza gradi atti di eroismo a meditare sul messaggio di Cristo. Una meditazione che si deve trasformare in curiosità in ricerca verso la Verità che ci deve coinvolgere appassionatamente e non ci deve vedere spenti petulanti e bigotti radicati in rituali pesanti che ci annoiano. Maria è Stella di Speranza e porte in se un’immensa gioia tutta da imitare.



mercoledì 27 marzo 2013

Maria Stella della Speranza

In questo tempo di forte rinnovamento della Chiesa Cattolica, e necessario avere come guida chi fin dal principio e rimasto fedele al messaggio di amore di Gesù e cioè Maria sua madre. Nella sua veste di Stella della Speranza Ella guiderà il suo popolo verso nuovi orizzonti e ci insegnerà ad essere veri testimoni della speranza che c'è in noi. Ci aiuterà a comprendere come valorizzare il poco tempo che ci è dato a disposizione, per prepararci a quella che è la meta per il Cristiano "l'eternità".

Chi è Maria?!


Maria è una creatura di Dio redenda in anticipo dal peccato per mezzo del Sangue del suo stesso Figlio Gesù prima della sua concezione. E' se è vero che è stata concepita senza peccato è altrettanto vero che come ogni creatura Ella è stata libera di esercitare la propria volontà, libera di scegliere.  Ed è qui che sta la grandezza di Maria. Ma lo scegliere di Maria non è stato determinato dall'intuizione ma bensì dalla Fede. Una fede semplice coltivata nella quotidianità, seguendo le regole del suo tempo e della sua Religione. Questa semplicità, questa freschezza, questa umiltà, la sua Fede, le ha permesso al saluto dell'Angelo "Rallegrati piena di grazia" di riconoscere in queste parole un segno dei tempi, l'arrivo di una Novità. 
Ecco perchè alla scuola di Maria anche noi con semplicità, con umiltà nella quotidianità coerenti con la nostra fede possiamo riconoscere i segni dei nostri tempi ed essere protagonisti del rinnovamento della Chiesa.  http://www.adozioniadistanza.net/chi-siamo/istituto-caflorens/centro-monfortano.html

venerdì 22 marzo 2013

Ma che cosa è la Speranza?

La Speranza è la mia ancora di salvezza, è quel pensiero quello stato di coscienza che mi permette di lanciare uno sguardo positivo verso il futuro indipendentemente dal mio presente. Questo pensiero questo stato di coscienza non è determinato da me stessa perchè se fossi sola al mondo non potrei pensare di avere speranza  in quanto se nel presente sono disperata è perchè da me stessa non posso generare speranza. Quindi la Speranza viene da Qualcuno Altro. Io che sono disperata spero che qualcuno corra in mio aiuto e che cambi la mia situazione, ed questo in cui spero.
Io scelgo Maria come mia ancora di Salvezza. E' lei che invoco in mio aiuto che intercede per me presso il Suo Figlio Gesù. E' Lei in cui spero.